L'Unione Europea è in ritardo su quasi tutti gli obiettivi del proprio programma d'azione ambientale fino al 2030. Il rapporto annuale che conferma questo ritardo coincide con i piani ora annunciati che invece alleggeriscono ulteriormente le normative esistenti. Di conseguenza cresce il timore che il divario tra ambizioni e realtà si ampli ulteriormente.
Le nuove proposte omnibus significano che molte leggi ambientali europee della precedente Commissione Europea (VDL-1) saranno indebolite. Le organizzazioni ambientaliste avvertono che i cambiamenti della Commissione VDL-2 vanno oltre semplici adattamenti tecnici e colpiscono direttamente la protezione della natura, della salute e dell'ambiente in cui viviamo.
Diverse organizzazioni mettono in guardia che le leggi importanti per la natura verranno messe sotto pressione. Le regole che proteggono gli ecosistemi e contro l'inquinamento delle acque potrebbero essere indebolite nel momento in cui vengono nuovamente aperte alla revisione.
Il pacchetto apre a una revisione degli standard già fissati per industria, agricoltura e rifiuti. Un punto significativo è che le grandi aziende zootecniche avranno meno obblighi di riportare l'uso di energia e acqua. Inoltre viene eliminato l'obbligo di valutare alternative all'uso di pesticidi chimici. I critici definiscono questo un passo indietro che mantiene l'inquinamento.
Anche la politica agricola si sposta ulteriormente. La pressione sugli accordi vigenti sull'uso del letame, sulle aree naturali protette e sulla qualità dell'acqua aumenta. Al contempo si avverte che gli agricoltori rimangono dipendenti da regole chiare e che gli allentamenti possono portare a disuguaglianze fra regioni.
L'europarlamentare olandese Bas Eickhout (GroenLinks/PvdA) definisce questo "un segnale completamente sbagliato alle più grandi imprese agricole d'Europa, ma anche ingiusto per gli agricoltori che invece sono di buona volontà : potete inquinare quanto volete, noi non ve ne chiederemo conto".
Una preoccupazione comune è che, una volta aperte le leggi, la loro modifica finale toccherà più profondamente di quanto inizialmente previsto. Secondo gli oppositori ciò offre spazio a pressioni ulteriori per indebolire ancora di più le regole esistenti, potendo così erodere la base della politica ambientale europea.
Il pacchetto omnibus non è un caso isolato. In precedenza sono stati indeboliti e rinviati piani che riducevano gli obblighi delle imprese in materia di sostenibilità e catene di approvvigionamento. Complessivamente queste proposte tracciano una direzione in cui le regole ambientali vengono modificate o limitate più rapidamente, proprio mentre i rapporti mostrano che l'UE non raggiunge i suoi obiettivi.
Le nuove leggi saranno ora sottoposte al Parlamento Europeo e ai paesi dell'UE. Eickhout teme che avvenga come con precedenti omnibus: Bruxelles propone cambiamenti limitati, ma il risentimento di lunga data dei politici europei di destra contro la politica climatica e il Green Deal spalanca la strada a leggi «demolitrici» per indebolire la protezione ambientale europea.

