Da migliaia di documenti e file trapelati emerge che il servizio taxi americano (internet) Uber ha fatto lobbying ai massimi livelli in decine di paesi e nell'Unione Europea per eliminare la resistenza contro il servizio taxi alternativo.
Gli UberFiles contengono oltre 124.000 documenti interni, tra memo, agende, messaggi WhatsApp e altri file relativi al periodo 2013-2017. Da questi risulta, tra l'altro, che i fondatori americani hanno cercato in vari modi di ostacolare i loro allora concorrenti e di eludere le normative governative.
La fuga di dati getta luce anche sui contatti che Uber manteneva con politici di alto livello come Emmanuel Macron, allora ministro francese dell’Economia nel 2014, e la ex commissaria europea olandese Neelie Kroes. Nel 2015 e 2016 Kroes ha fatto lobbying segretamente per Uber, anche dopo che la Commissione Europea le aveva esplicitamente vietato di assumere una posizione nell’azienda.
Dopo il rifiuto, Kroes ha continuato a fare lobbying in modo informale ricevendo ordini direttamente dalla dirigenza di Uber. Nel 2015 ha incontrato, tra gli altri, il premier Rutte, i ministri VVD di allora Kamp e Schultz, il sottosegretario Mansveld delle Infrastrutture e dell’Ambiente e il ministro Dijsselbloem delle Finanze.
Per promuovere una legislazione più favorevole ai taxi per Uber ha cercato di stabilire accordi informali con Henk Kamp, allora ministro degli affari economici, e ha inviato messaggi WhatsApp al premier Mark Rutte dettati da uno dei principali lobbisti di Uber, come riporta il quotidiano Trouw.
Kroes ha contattato funzionari europei, alti dirigenti e il premier olandese Mark Rutte per conto di Uber. Smit aveva all’epoca visitato insieme a Rutte la sede principale di Uber negli USA. L’azienda voleva influenzare la normativa sui taxi e un’indagine penale (ancora in corso) su Uber.
I deputati olandesi al Parlamento Europeo hanno reagito con shock nel weekend alle notizie secondo cui la politica VVD olandese, nonostante chiari avvertimenti, avrebbe intenzionalmente ignorato le regole dell’UE. Si propone addirittura di revocarle il regime pensionistico europeo.

