La Commissione Europea ha ancora molti piani sul clima e sull'ambiente in preparazione che vorrebbe portare avanti nel processo di discussione e decisione prima della campagna elettorale. Tuttavia, molti Paesi UE e le fazioni di destra al Parlamento Europeo non rinunciano alla loro opposizione alle influenze ambientali nell'agenda agricola.
Lunedì scorso i ministri dell'Agricoltura non hanno nuovamente approvato la proposta SUR per dimezzare l'uso di sostanze chimiche nell'agricoltura. E la legge sul ripristino della natura sembra incappare in nuovi ostacoli al Parlamento Europeo; nemmeno lì la decisione definitiva è stata presa.
Già nelle prime settimane di luglio si vedrà se alcuni dossier importanti saranno comunque rinviati dalla Commissione Europea o se il prossimo anno resteranno molte tensioni tra agricoltura e ambiente in sospeso.
Pur avendo il comitato per l'ambiente del Parlamento europeo bloccato martedì scorso il controverso piano per il ripristino della natura, ciò dovrà essere confermato anche nella votazione plenaria del 10 luglio. In precedenza, l’olandese del VVD Jan Huitema ha dichiarato di aspettarsi che vengano votati testi di compromesso.
Durante la sessione plenaria di luglio dovrà inoltre essere definitivamente approvato a Strasburgo il compromesso già raggiunto sulle regole più severe per le emissioni nell’allevamento (RIE).
Inoltre la Commissione Europea ha annunciato di voler presentare nuovi progetti Green Deal il 5 luglio. Se confermato, tra questi ci sarà un piano per il suolo e la biodiversità. Sarà una sorta di regolamento sulla "terra pulita" per il ritorno della "terra viva". È prevista anche una possibile semplificazione dell’uso delle tecnologie genomiche in agricoltura e orticoltura (crispr-cas).
I Commissari stanno anche preparando altri "affari in corso", come l’aggiornamento della legge sul benessere animale (compresi limiti al trasporto di animali vivi, grandi stalle, divieto di gabbie ecc.). E non da ultimo un regolamento per gli "agricoltori del carbonio". Si prevede che il Commissario per il Clima Frans Timmermans voglia completare anche questi prima delle prossime elezioni UE del 2024.
In precedenza i Commissari hanno detto di non intendere rallentare ora il loro lavoro nonostante quest'autunno inizi la campagna per le elezioni europee (giugno 2024). Pur avendo ancora un anno e mezzo davanti, dovranno fronteggiare la crescente pressione dei politici UE che in campagna elettorale vogliono farsi notare e posizionarsi.
Inoltre bisognerà vedere se il ministro spagnolo dell'Agricoltura Luis Planas (PSOE) riuscirà a superare le elezioni parlamentari anticipate del 23 luglio. Planas sarebbe un candidato eccellente per guidare dossier agricoli e ambientali così complessi attraverso il circuito decisionale europeo. Esiste il rischio che, a metà della presidenza spagnola, l’UE debba affrontare l’arrivo temporaneo di un sostituto proveniente dalla famiglia conservatrice del Partido Popular.

