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I paesi UE discutono un ulteriore rinvio per un controllo più rigoroso sul metano

Iede de VriesIede de Vries
I paesi UE stanno tentando nuovamente di raggiungere un accordo sul rinvio della nuova misura sul metano per gli importatori di petrolio e gas. Alcuni paesi UE vorrebbero un rinvio massimo di un anno; altri, insieme al Parlamento Europeo, tre anni. I critici temono una cancellazione totale.
Gli Stati membri dell’UE divisi sul rinvio delle regole più severe sulle emissioni di metano. — Foto: Pexels

Gli ambasciatori dell’UE avrebbero dovuto adottare una posizione comune la scorsa settimana, ma la presidenza irlandese ha dovuto rinviare la votazione al 6 novembre. Gli Stati membri sono divisi in due schieramenti, nessuno dei quali dispone di una maggioranza. Un terzo gruppo di paesi non ha ancora preso una decisione definitiva.

Ombudsman

Le organizzazioni ambientaliste si oppongono al rinvio. Avvertono che l’approccio europeo alle emissioni di metano viene così indebolito. I gruppi d’azione hanno già denunciato la Commissione Europea presso l’Ombudsman Europea, ritenendo che il rinvio comprometta lo stato di diritto.

Gli oppositori temono inoltre che lo slittamento degli obblighi possa in ultima analisi portare a un’ulteriore allentamento o addirittura all’annullamento totale. Ciò indebolirebbe considerevolmente l’approccio europeo alle emissioni di metano. Il metano è un gas serra potente che viene emesso, tra l’altro, durante l’estrazione e il trasporto di carbone, petrolio e gas naturale.

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Pro e contro

La Commissione Europea ha proposto tre settimane fa di rinviare di un anno alcuni obblighi relativi all’importazione di combustibili fossili. Una settimana dopo il Parlamento Europeo ha avanzato una proposta ben più ampia. Una maggioranza di 341 voti contro 225 ha votato a favore di un rinvio di tre anni.

Francia, Spagna, Finlandia, Danimarca, Lussemburgo e Portogallo sostengono la proposta della Commissione Europea. Contro ci sono, tra gli altri, Italia, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovacchia, Grecia e Slovenia, che chiedono un rinvio di tre anni. Altri paesi non hanno ancora preso una posizione definitiva o possono accettare entrambe le proposte.

Carburante costoso

La discussione è alimentata dall’aumento significativo dei prezzi dell’energia causato dalla guerra statunitense contro l’Iran e dalle preoccupazioni per l’approvvigionamento energetico europeo. Diverse amministrazioni temono che obblighi più rigorosi per le aziende energetiche possano complicare ulteriormente l’importazione di petrolio e gas. Anche il governo americano e il settore dei combustibili fossili hanno criticato la legislazione europea proposta sul metano.

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Il presidente francese Emmanuel Macron ha chiesto a settembre alla Commissione Europea un rinvio di un anno. Intendeva evitare che nuovi obblighi europei spingessero ulteriormente al rialzo i prezzi dell’energia. Inoltre, la Francia ha sollecitato un allentamento di altre norme europee sui carburanti per aumentare la capacità di importazione e produzione.

Controllo

Le nuove norme sul metano obbligano le aziende petrolifere e del gas a fornire informazioni sulle loro emissioni. Le società che non dichiarano le loro emissioni rischiano multe. La Commissione Europea aveva già raccomandato di rinviare l’applicazione di alcuni obblighi. L’attuale discussione riguarda lo spostamento legale delle date di entrata in vigore.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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