Il Parlamento europeo si oppone a un budget più piccolo. I politici dell'UE vogliono sufficienti fondi per nuove priorità come sicurezza, difesa e competitività, senza dover tagliare le spese esistenti per l'agricoltura e lo sviluppo regionale. Il Parlamento ha insistito per un aumento del bilancio proposto del 10 percento.
Nuove entrate
Di conseguenza, il finanziamento sta diventando sempre più centrale. Oltre ai contributi dei 27 paesi UE, si cercano nuove “entrate proprie” (leggi: tasse) per l’UE. Queste dovrebbero rendere il bilancio europeo meno dipendente dai pagamenti diretti dai bilanci nazionali.
La Commissione europea ha proposto diverse nuove fonti di entrata. Queste includono, fra l'altro, entrate da sanzioni per il biossido di azoto, rifiuti elettronici, tabacco e un contributo da parte delle grandi imprese. Su questi piani non c'è ancora un accordo fra i paesi UE.
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Oppositori
Soprattutto la Germania si oppone all'entità della proposta della Commissione che sfiora i 2 mila miliardi di euro. Anche Paesi Bassi, Austria, Danimarca e Finlandia fanno parte dei paesi che chiedono tagli significativi. Alla lista è aggiunta anche la Svezia. Si parla di riduzioni per centinaia di miliardi di euro.
Di fronte a ciò, l'UE vuole allo stesso tempo destinare più fondi alle nuove priorità. Difesa, sicurezza e competitività hanno assunto un ruolo più prominente. Questo aumenta la tensione con le grandi voci di spesa tradizionali, tra cui l'agricoltura e il sostegno alle regioni. Anche le spese per il clima devono trovare spazio nella nuova struttura del bilancio.
Tassa digitale
Il Parlamento europeo ha proposto opportunità aggiuntive per nuove entrate. Cita una tassa digitale e entrate derivanti da criptovalute e gioco d'azzardo online. Una tassa digitale in particolare, secondo i sostenitori, potrebbe portare somme rilevanti. Tuttavia, la Germania dubita che tali nuove entrate possano risolvere il problema del finanziamento.
Berlino non è contrario in linea di principio a nuove entrate proprie, purché non compromettano la competitività. Ma secondo la Germania, l’UE non può evitare tagli significativi alla proposta della Commissione. Qui si scontrano due approcci: cercare più entrate o ridurre il bilancio complessivo.
Raggiungere un accordo
I prossimi negoziati dovranno colmare queste differenze. Non si tratta solo di quasi 2 mila miliardi di euro, ma anche della ripartizione tra nuove ed esistenti priorità e del modo in cui l’UE finanzia le sue spese. Per un quadro finanziario pluriennale definitivo, Stati membri e Parlamento europeo devono infine raggiungere un accordo.

