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I Paesi UE vogliono spendere meno, il Parlamento europeo invece di più

Iede de VriesIede de Vries
La battaglia sul nuovo bilancio pluriennale europeo è iniziata. Mentre la Commissione Europea ha proposto un bilancio più ampio per il periodo 2028-2034, i Paesi UE vogliono ridurre le spese. Il Parlamento europeo invece chiede ancora di più.
I Paesi UE propongono spese più basse, il Parlamento europeo chiede budget maggiori.Foto: EU

Sotto la guida di Cipro, i Paesi UE hanno ora presentato una prima controproposta che è circa il 2% inferiore al piano della Commissione Europea. Ciò equivale a una riduzione di oltre 32 miliardi di euro. Questo chiarisce che i Paesi UE vogliono seguire una rotta finanziaria diversa sia dalla Commissione che dal Parlamento europeo.

È notevole che i risparmi proposti riguardino principalmente i programmi per la competitività e l'azione esterna dell'Unione Europea. Le spese per l'agricoltura e lo sviluppo regionale, invece, rimangono in gran parte intatte. In particolare, i Paesi che ricevono molti fondi agricoli e di coesione si sono fortemente impegnati per mantenere questi budget.

Budget agricolo

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Si delinea quindi ancora una linea politica divisoria all'interno dell'Unione Europea. Un gruppo di Paesi vuole proteggere il sostegno all'agricoltura e allo sviluppo regionale, mentre altri spingono per un bilancio agricolo più piccolo e più orientato a nuove priorità. Tra questi, Germania e Paesi Bassi fanno parte di quelli che sostengono prudenza nelle spese, ma accettano anche una riduzione di miliardi nel settore agricolo.

Il Parlamento Europeo vede i piani per gli anni a venire in modo molto diverso. I politici europei ritengono che l'Unione Europea abbia bisogno di maggiore spazio finanziario per poter realizzare i propri obiettivi. Proprio negli ultimi anni Bruxelles ha avuto grandi progetti per una maggiore autonomia in materia di commercio mondiale e Difesa. Per questo si oppongono a una riduzione del bilancio e mantengono invece i tagli ai fondi agricoli.

Nuove entrate

Oltre al dibattito sulle spese, è in corso un acceso confronto anche sulle entrate dell'Unione Europea. La Commissione Europea vuole attivare nuove fonti di entrate per finanziare il bilancio. Sono state avanzate diverse proposte, ma queste incontrano una notevole resistenza in vari Paesi UE.

Le trattative su queste cosiddette "risorse proprie" si sono finora bloccate a causa di grandi divergenze tra i governi nazionali. Molti Paesi temono che nuove imposte europee compromettano le entrate nazionali o generino nuovi oneri per imprese e cittadini. Perciò Bruxelles ha chiesto a quei Paesi di proporre loro stessi nuove idee per le entrate.

Giochi d’azzardo e scommesse

Nel frattempo il Parlamento Europeo cerca di mettere sul tavolo nuove opzioni. Ad esempio, si considera una tassa sui giochi d’azzardo online e delle imposte per le grandi aziende tecnologiche mondiali. In particolare una tassa europea sul gioco d’azzardo sta ricevendo molta attenzione. Secondo le stime, una tassa del genere potrebbe generare circa 13 miliardi di euro durante l’intero periodo di bilancio di sette anni.

Se tali piani diventeranno realtà è ancora incerto. Per nuove tasse europee è necessario l'accordo di tutti gli Stati membri. Poiché diversi Paesi si sono già mostrati critici, le trattative sul bilancio europeo (come in passato) si annunciano come un percorso lungo e faticoso.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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