La presidenza irlandese dell’UE ha proposto un bilancio rivisto di 1,83 trilioni di euro per il periodo 2028–2034. Questo rappresenta un calo dell’8% rispetto ai quasi 2 trilioni di euro originariamente previsti dalla Commissione Europea. L’Irlanda cerca così di raggiungere un compromesso tra paesi che vogliono tagli significativi e governi che desiderano proteggere le sovvenzioni esistenti.
Meno o più
Sei paesi “parsimoniosi” ritengono che la riduzione sia insufficiente. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz definisce la proposta non una base per un accordo. Anche il ministro delle Finanze olandese Eelco Heinen dubita che un’intesa sia possibile entro quest’anno. I sei paesi vogliono risparmiare centinaia di miliardi di euro in più.
Di contro, diciassette paesi guidati da Italia, Spagna e Polonia si oppongono a tagli drastici a sovvenzioni agricole e sostegno regionale. L’Irlanda accontenta questo gruppo riducendo tali sovvenzioni solo del 3%, molto meno rispetto ad altre voci del bilancio. Tuttavia, le organizzazioni agricole hanno respinto con fermezza anche questo limitato taglio.
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Economia
I tagli più severi riguardano i programmi con cui l’UE intende rafforzare la propria economia. Solo due anni fa, a livello UE, le proposte dell’ex presidente Draghi erano state accolte con entusiasmo come un’opportunità per “investire finalmente in un’economia europea moderna e potenziata”.
Il Fondo Europeo per la Competitività, inclusa la ricerca, riceve circa 362 miliardi di euro, rispetto ai 409 miliardi originariamente previsti. Anche la cooperazione internazionale subisce notevoli riduzioni. Le spese per la governance europea diminuiscono di quasi il 9%.
Priorità
Le nuove proposte di taglio creano ulteriori divisioni. Proprio i paesi parsimoniosi vogliono destinare più fondi a Difesa, sicurezza, ricerca e ad un’industria europea più forte. L’Irlanda cerca di combinare queste priorità con il sostegno esistente a agricoltori e regioni, ma riceve critiche da diverse parti.
Anche il Parlamento Europeo si oppone ai tagli. Gli eurodeputati vogliono infatti circa il 10% in più rispetto a quanto proposto dalla Commissione Europea. Avvertono che ulteriori riduzioni limiterebbero la capacità di investire in sicurezza, sviluppo economico e altre priorità europee.
Tasse
Inoltre, ci sono disaccordi sul finanziamento. L’Irlanda propone nuove imposte europee che dovrebbero generare circa 55 miliardi di euro all’anno, riguardanti tra l’altro imprese, tabacco, rifiuti elettronici ed emissioni di CO₂. Il Parlamento Europeo invece auspica un’imposta europea sui servizi digitali, sul gioco d’azzardo online e sui guadagni da criptovalute su internet.
I capi di governo discuteranno la proposta irlandese il 15 e 16 ottobre, poi i ministri competenti dell’UE potranno prenderla in esame a novembre. L’Irlanda vorrebbe raggiungere un accordo entro fine dicembre, prima che i risultati delle elezioni in Spagna, Francia, Italia e Polonia possano complicare ulteriormente i negoziati. Tutti i 27 paesi UE dovranno approvare e anche il Parlamento Europeo dovrà esprimere il proprio consenso.

