I capi di governo hanno già in qualche modo spianato la strada la settimana scorsa. La maggior parte dei paesi dell'UE sembra disposta ad approvare l'accordo con il Mercosur, a condizione che vengano garantite sufficienti tutele per l'agricoltura europea. Così, Lussemburgo potrebbe diventare il momento in cui necessità economica e realtà politica si incontrano – e può anche essere fissata la rotta per una nuova politica agricola europea per anni a venire.
A causa della guerra russa contro l'Ucraina e della guerra tariffaria americana, l'UE sta sviluppando una nuova strategia commerciale in cui non sono più determinanti solo le obiezioni del settore agricolo. Secondo ambienti UE, l'accordo con il Mercosur non è solo un passo economico, ma anche strategico in un mondo dove le relazioni commerciali cambiano rapidamente.
La Commissione Europea vuole concludere l'accordo con il Mercosur entro quest'anno. Il trattato dovrebbe creare una delle più grandi zone di libero scambio al mondo eliminando gran parte dei dazi all'importazione. Il commissario europeo per l'agricoltura Christophe Hansen ha dichiarato la scorsa settimana, durante una visita a São Paulo, che è ancora possibile firmare l'accordo a dicembre, purché il Parlamento Europeo e il Consiglio accelerino il processo.
Hansen ha inoltre sottolineato che un nuovo meccanismo di salvaguardia deve proteggere gli agricoltori europei da cali improvvisi dei prezzi dei prodotti agricoli. Secondo lui, il governo brasiliano sarebbe insoddisfatto di questo punto, ma l'UE lo considera una condizione per la firma.
Durante la riunione a Lussemburgo si discuterà anche di come il settore agricolo possa adattarsi nei prossimi anni alle mutate condizioni di mercato. La guerra in Ucraina e la guerra tariffaria americana hanno chiarito che l'UE vuole ridurre la sua dipendenza da pochi grandi blocchi commerciali.
La presidenza danese cerca di combinare il dibattito sulla riforma della Politica Agricola Comune con i nuovi accordi commerciali, mentre le organizzazioni agricole temono oneri aggiuntivi derivanti dalle normative ambientali.

