La sospettata è Teodora Georgieva, rappresentante bulgara presso l'Ufficio Europeo del Procuratore. Fa parte dell'organo giudiziario europeo sin dalla sua fondazione ed è conosciuta come una magistrata esperta. La sua posizione all'interno del team UE la rendeva una figura chiave per la collaborazione tra Sofia e Bruxelles.
Le accuse riguardano contatti con reti criminali organizzate in Bulgaria. Criminali bulgari da tempo influenzano l'economia e la politica del paese e sono collegati a corruzione, contrabbando e riciclaggio di denaro. Il loro ruolo nella criminalità transnazionale preoccupa le istituzioni europee.
Secondo l'annuncio ufficiale, Georgieva è sospettata di aver mantenuto rapporti illeciti con criminali bulgari. Si ritiene che informazioni confidenziali e processi interni siano stati messi a rischio. Le accuse sono state ritenute sufficientemente gravi per avviare sia un procedimento disciplinare sia un iter penale.
L'Ufficio Europeo del Procuratore ha immediatamente assunto le sue funzioni, affidandole temporaneamente a un altro procuratore. Con questa misura Bruxelles intende garantire l'indipendenza delle indagini in corso e prevenire possibili interferenze.
Il caso contro Georgieva è collegato a una più ampia preoccupazione dell'UE sull'influenza della criminalità organizzata in Bulgaria. Da anni si sollevano critiche sullo stato di diritto e sulla lotta alla corruzione nel paese, che mettono sotto pressione anche i programmi di cooperazione europeo-bulgari.
Relazioni precedenti di istituzioni europee avevano evidenziato intrecci tra reti criminali e alcune parti del governo in Bulgaria. In particolare, nel settore giudiziario erano sorte domande sull’indipendenza e sulla resistenza alla pressione esterna. L'attuale vicenda rilancia i dubbi sull'efficacia delle riforme adottate.
L'indagine è ancora in fase iniziale. Finché non si giungerà a una conclusione definitiva, Georgieva mantiene formalmente il titolo, ma non potrà esercitare la sua funzione.

