In Slovacchia sono in corso molteplici indagini per frode con fondi agricoli europei. La Procura europea ha presentato accuse contro individui e societĂ che hanno utilizzato documenti falsi e richieste per terreni che non possedevano. Grazie alle ispezioni, i pagamenti sono stati sospesi e recuperati, evitando ulteriori danni.
Di recente Politico ha inoltre pubblicato il caso Hacienda. In tale vicenda, i fondi destinati a stimolare pensioni turistiche nelle aree rurali sono stati in realtà usati per la costruzione di ville private per funzionari pubblici e loro amici. Secondo i critici, l'agenzia nazionale slovacca per l’agricoltura agirebbe da anni come una “banca per oligarchi”. L’agenzia nega, ma i partiti d’opposizione chiedono riforme strutturali e responsabilità .
Le rivelazioni hanno scosso la politica slovacca. I leader dell’opposizione affermano che decine di milioni di euro sono stati abusati da fedelissimi al governo. Il premier Robert Fico parla invece di uno scandalo inventato e difende i controlli esistenti. Le organizzazioni della società civile avvertono che la corruzione sistemica è profondamente radicata e che i whistleblower vengono neutralizzati invece di essere protetti.
Anche nella Repubblica Ceca l’uso improprio dei fondi UE torna all’attenzione. Radio Prague International ha riferito che il ministero dell’agricoltura reclama la restituzione di sussidi da Agrofert, il gruppo collegato all’ex premier Babiš. Ciò conferisce una nuova svolta finanziaria a una vicenda che da anni è fonte di tensioni con Bruxelles.
All’inizio del prossimo mese si terranno le elezioni parlamentari in Repubblica Ceca. Babiš tenterà nuovamente di tornare al potere.
Il caso ceco evidenzia come l’uso fraudolento dei fondi agricoli europei spesso abbia conseguenze di lunga durata. Mentre indagini precedenti avevano già messo in luce legami tra reti politiche e strutture di sussidi, gli ultimi procedimenti legali impongono correzioni finanziarie effettive. Ciò sottolinea la complessità e la persistenza dell’intreccio fra politica e interessi agricoli.
In Grecia un ampio scandalo relativo ai sussidi agricoli ha scatenato una crisi politica nazionale. Gli investigatori hanno scoperto che 1.036 numeri di partita IVA hanno ricevuto circa 22,6 milioni di euro di sussidi ingiustificati. Molte di queste richieste si basavano su terreni agricoli inesistenti e mandrie fittizie. L’agenzia esecutiva greca OPEKEPE è sotto pesanti critiche per controlli insufficienti e interferenze politiche.
Le autorità greche hanno avviato recuperi e sequestri. Contemporaneamente, il governo ha annunciato che le funzioni di OPEKEPE verranno ridistribuite all’agenzia delle entrate per garantire una vigilanza più rigorosa. Un’inchiesta parlamentare, che inizierà lunedì, dovrà svelare come funzionari e politici abbiano per anni permesso la presentazione, l’assegnazione e il pagamento fraudolento dei sussidi.
I tre dossier mostrano insieme che la Politica Agricola Comune dell’UE è da anni sotto pressione a causa di abusi e corruzione. La Slovacchia affronta carenze sistemiche, la Repubblica Ceca deve fare i conti con le conseguenze legate ad Agrofert e la Grecia è coinvolta in un’inchiesta parlamentare su frodi su larga scala. In tutti i casi non si tratta solo di recuperare milioni, ma anche di ripristinare la fiducia nel sistema dei sussidi agricoli europei.

