Il numero di aziende agricole nella Francia continentale continua a diminuire drasticamente. Tra il 2010 e il 2020 sono scomparse circa 100.000 aziende agricole. Attualmente ce ne sono circa 389.000, rispetto alle 490.000 di dieci anni fa. Questo calo nel settore agricolo francese è in atto ininterrottamente dagli anni '70. Lo rivelano i nuovi dati del Ministero francese dell'Agricoltura.
La ricerca è il risultato di 210.000 questionari inviati e 100.000 incontri diretti con agricoltori francesi, ha dichiarato il ministro Julien Denormandie durante una conferenza stampa. I dati definitivi sono attesi per aprile 2022.
Il calo registrato nell'ultimo decennio è lievemente inferiore a quello del decennio precedente: 2,3% all’anno contro il 3,0% annuo tra il 2000 e il 2010. Il numero di allevamenti è diminuito dal 2010 del 31% (−64.000). La diminuzione è ancora più marcata nelle aziende che combinano diversi tipi di allevamento. È il caso delle aziende che producono sia latte che carne (−41%) e di quelle che combinano coltivazioni e allevamento (anch’esse 41%).
A causa dell’estensione complessiva della superficie agricola utile francese (26,7 milioni di ettari; 1% in meno rispetto al 2010) e della diminuzione del numero di aziende, la superficie agricola utile per azienda aumenta, con una dimensione media di 69 ettari. Questo è tre volte più piccolo rispetto alla media delle aziende agricole negli Stati Uniti e circa pari a quella in Germania.
L’aumento della superficie riguarda soprattutto la produzione di colture. La superficie media delle aziende lattiero-casearie è aumentata nell’ultimo decennio da 78 a 106 ettari, mentre quella delle aziende zootecniche da carne da 65 a 85 ettari.
I dati del censimento agricolo decennale rivelano anche l’entità della sfida della ricambio generazionale che l’agricoltura francese deve affrontare. Oggi il 58% dei dirigenti e operatori agricoli francesi ha 50 anni o più. Quattro su dieci hanno più di sessant’anni.
Nonostante il numero di occupati con contratto fisso in azienda agricola sia diminuito del 12% in 10 anni (da 759.000 a 583.000 posti di lavoro fissi a tempo pieno), la quota dei lavoratori temporanei è in aumento.

