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I russi assaltano una nave cargo nel Golfo di Finlandia sempre più trafficato

Iede de VriesIede de Vries
La marina russa ha temporaneamente fermato una nave cargo nel Golfo di Finlandia diretta in Estonia. L'incidente avviene mentre la guerra russa ha conseguenze sempre più gravi per la navigazione internazionale, le infrastrutture e i piani di difesa europei.
La marina russa assalta una nave cargo nel Golfo di Finlandia a causa delle crescenti tensioni nel Mar Baltico.

La nave era diretta al porto estone di Sillamäe e navigava attraverso acque russe. Dopo il fermo è stata autorizzata a proseguire il viaggio. L'azione russa dimostra come anche la navigazione nel Mar Baltico si stia sempre più confrontando con le conseguenze della guerra.

Marittimo

Questa evoluzione è legata all'aumento degli attacchi dell'Ucraina contro navi e porti russi nel Mar Nero. Di conseguenza, Mosca ha trasferito il trasporto merci destinato all'export verso il Mar Baltico. Nel Golfo di Finlandia si formano così lunghe code di navi in attesa dirette ai porti russi.

La sicurezza in mare assume nel frattempo un ruolo più importante nei piani di difesa europei. La difesa marittima e del fondale marino è uno degli ambiti in cui i paesi dell'UE vogliono sviluppare nuove capacità militari. Anche la protezione di altre infrastrutture strategiche (cioè cavi e condutture sul fondo del mare) sta ricevendo maggiore attenzione.

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Più collaborazione

I paesi europei discutono inoltre su come rispondere insieme ad attacchi ibridi e altri incidenti di sicurezza che non sono considerati direttamente attacchi armati. In questo contesto gli stati membri dell'UE compiono nuovi passi verso lo sviluppo e la produzione congiunta di materiale militare. Hanno approvato cinque grandi progetti di difesa comuni. 

I progetti riguardano sistemi militari troppo grandi o complessi per essere realizzati da singoli paesi. In media, diciotto paesi UE partecipano a ogni progetto. Per questa collaborazione è disponibile un finanziamento nell’ambito del programma europeo per l’industria della difesa, pari a 1,5 miliardi di euro. 

Europeo

Resta però ancora divisa la posizione sulle future condizioni per le spese di difesa europee. Dodici paesi UE vorrebbero mantenere aperti i programmi di difesa anche ai partner militari extra UE, come il Regno Unito o il Canada. La Francia invece preme per regole di preferenza europea più rigorose per le future spese UE.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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