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Asilo nel Parlamento Europeo: Rimandali indietro contro Vergogna a voi

Iede de VriesIede de Vries
Vescovi cattolici europei e organizzazioni per i diritti umani esprimono preoccupazione per le nuove norme europee riguardanti i richiedenti asilo respinti. Secondo loro la legge rischia di mettere sotto pressione i diritti fondamentali e la dignità umana, mentre i sostenitori evidenziano un'efficace politica di rimpatrio.
Critiche alle misure europee per i richiedenti asilo: libertà contro diritti umani. — Foto: EU

Un punto critico importante riguarda la maggiore possibilità di incarcerare i richiedenti asilo respinti. Anche la possibilità di trasferire clandestini senza status nei centri di rimpatrio fuori dall'Unione Europea incontra molta opposizione. I critici sostengono che queste misure potrebbero portare a restrizioni della libertà a lungo termine e a un'insufficiente protezione dei diritti delle persone coinvolte.

Vulnerabili

I vescovi cattolici avvertono che ogni politica migratoria deve basarsi sulla dignità inviolabile di ogni persona. Sottolineano che anche le persone senza permesso di soggiorno hanno diritto a un trattamento equo e a una protezione giudiziaria adeguata. Particolare attenzione e protezione devono essere garantite soprattutto ai soggetti vulnerabili.

Meno diritti

Le organizzazioni per i diritti umani si associano a questo pensiero. Temono che le nuove regole possano generare situazioni in cui le persone abbiano difficoltà ad accedere alla protezione legale o a controlli efficaci. Secondo loro, i diritti fondamentali devono essere garantiti in ogni circostanza, anche quando si inaspriscono le politiche di rimpatrio.

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Il dibattito è riesploso la scorsa settimana dopo che il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo Regolamento sul Rimpatrio. La legge è pensata per velocizzare e rendere più efficiente il ritorno delle persone senza diritto di soggiorno nell’Unione Europea.

Estrema destra

La votazione non è avvenuta senza tensioni. La maggioranza di destra (estrema-destra) del Parlamento Europeo ha votato a favore della proposta. Immediatamente dopo il risultato sono scoppiate reazioni accese nella sala delle riunioni. I deputati di destra hanno scandito slogan per rimandare indietro i migranti respinti (‘send them back’), mentre altri parlamentari hanno risposto con grida di disappunto (‘shame on you’).

Confronto

Questo confronto ha evidenziato quanto siano divisi i pareri riguardo la politica migratoria europea. I sostenitori vedono regole più severe per il rimpatrio come necessarie per mantenere credibili gli accordi esistenti. Gli oppositori temono invece che la protezione dei diritti fondamentali ne risenta.

Secondo le organizzazioni ecclesiastiche e altri critici, la migrazione non può essere affrontata esclusivamente come una questione di controllo delle frontiere o di procedure di rimpatrio. Essi ricordano che dietro ogni caso c’è una persona che ha diritto a un trattamento che rispetti la sua dignità.

Due categorie

Essi sottolineano inoltre che molte persone lasciano il proprio paese a causa di guerra, violenza, persecuzione, povertà o altre gravi condizioni. Ritengono che la politica europea debba continuare a tenere conto di questi fattori e garantire una protezione adeguata a chi si trova in queste situazioni. I sostenitori affermano che le richieste di asilo di rifugiati provenienti da paesi in guerra saranno trattate diversamente rispetto a quelle di chi cerca semplicemente una vita migliore.

Anche la Commissione Europea ha sottolineato in una dichiarazione, praticamente in contemporanea con la Giornata Mondiale del Rifugiato (19 giugno), l’importanza della protezione per le persone costrette a fuggire. Secondo la Commissione, proteggere i rifugiati e rispettare i loro diritti rimane una responsabilità fondamentale dell’Unione Europea.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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