Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Austria e Finlandia hanno chiarito che la proposta di bilancio della Commissione europea di quasi 2 trilioni di euro per il periodo 2028-2034 è per loro troppo alta. Senza una riduzione sostanziale minacciano di rifiutare l’approvazione. Dall’altra parte ci sono diciassette altri Paesi, tra cui Italia, Spagna e Polonia, che si oppongono a tagli troppo drastici.
Agricoltura
La discussione non riguarda più solo quanto l’UE può spendere nei prossimi sette anni. È altrettanto importante a cosa deve essere destinato il denaro, come il rafforzamento dell’economia e della difesa europea. Soprattutto i sussidi agricoli e il sostegno alle regioni rischiano di essere vittime di un grande spostamento di budget.
La Politica Agricola Comune è un punto di scontro importante. La Commissione vuole inserire gli aiuti all’agricoltura e le spese regionali in bilanci nazionali e regionali più ampi e minori. Gli oppositori temono che in questo modo la protezione dei flussi di denaro esistenti per agricoltori e regioni venga indebolita.
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Più Difesa
I sei Paesi vogliono più attenzione alla sicurezza europea e alla difesa, alle imprese innovative e al rafforzamento della competitività europea. Questo genera un conflitto fondamentale: finanziare nuove priorità riducendo le spese esistenti o aumentare i contributi degli Stati membri o le tasse.
Anche il Parlamento europeo opta per maggiori spese. Ciò non facilita ancora un compromesso tra i 27 Paesi dell’UE. Alla fine il Parlamento deve approvare e la situazione politica è complicata.
Inoltre, il Parlamento stesso è diviso sulla riduzione o smantellamento dei sussidi agricoli. I gruppi politici e le commissioni parlamentari hanno pareri diversi sul fatto che la politica agricola debba rimanere autonoma o possa essere integrata in fondi nazionali più piccoli. Di conseguenza, oltre al conflitto tra i 27 governi, c’è il rischio di una seconda battaglia sul bilancio con il Parlamento.

