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Bruxelles non ritira la legge anti-greenwashing; proposta ancora incerta

Iede de VriesIede de Vries
La Commissione Europea ha confermato che la proposta di legge contro le affermazioni ambientali non fondate non è stata ritirata. Bruxelles risponde così alla confusione nata dopo dichiarazioni precedenti. La proposta anti-greenwashing è attualmente sul tavolo delle trattative tra gli Stati membri dell'UE, dove l'Italia ha inaspettatamente ritirato il suo sostegno.
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La proposta mira a vietare alle aziende di fare dichiarazioni sulla sostenibilità senza fondamento, a meno che queste non siano supportate scientificamente. Il piano fa parte del più ampio Green Deal europeo. La direttiva aveva ricevuto ampio sostegno, ma ora è sotto attacco a causa di uno spostamento politico a Bruxelles.

La scorsa settimana un portavoce della Commissione aveva suggerito il ritiro della proposta, dopo che il gruppo del PPE di orientamento cristiano-democratico lo aveva richiesto. Queste affermazioni hanno causato grande confusione. Nel frattempo la Commissione ha chiarito che la proposta è ancora formalmente sul tavolo. I Verdi europei hanno parlato di un "attacco coordinato" agli sforzi climatici.

Nel Consiglio dei ministri dell'UE il sostegno alla direttiva è diminuito. L'Italia, paese chiave di appoggio, si è ritirata, facendo decadere la maggioranza qualificata. Questo è avvenuto senza spiegazioni chiare. Secondo diverse fonti, la decisione italiana è stata motivata politicamente.

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La discussione sulla direttiva si inserisce in un conflitto più ampio all'interno del Parlamento Europeo. Il PPE vuole rivedere o eliminare diverse leggi del Green Deal. Il gruppo accusa la Commissione di aver esagerato con le norme ambientali che gravano sulle imprese. Altri gruppi accusano il PPE di minare le politiche climatiche. 

In precedenza il Parlamento Europeo non è riuscito a trovare un compromesso su un'eccezione per le piccole imprese con meno di dieci dipendenti. In quel caso la direttiva non sarebbe applicabile a oltre il 90% delle piccole e medie imprese.

I socialdemocratici S&D, i liberali di Renew e i Verdi hanno esortato la Commissione a mantenere la proposta. Hanno avvertito che ritirarla danneggerebbe la fiducia di cittadini e imprese. Renew ha sottolineato il rischio che i consumatori vengano ingannati senza una legislazione chiara.

Il Parlamento Europeo aveva già raggiunto un accordo sul contenuto della direttiva. Diversi parlamentari hanno espresso insoddisfazione per la decisione della Commissione di sospendere i negoziati con gli Stati membri. Secondo loro ciò è avvenuto senza consultazioni e senza considerare gli accordi precedenti.

Secondo Euractiv la Commissione avrebbe avuto internamente dubbi legali circa il ritiro della proposta. Questo non sarebbe stato semplice, poiché il Parlamento aveva già preso una posizione. Tuttavia, i negoziati sono stati sospesi, provocando forti reazioni da parte di diversi leader di gruppo.

Per ora la proposta è ancora formalmente sul tavolo. Tuttavia, il suo futuro è incerto fintanto che non si raggiungerà una nuova maggioranza qualificata tra gli Stati membri. Molti osservatori prevedono che la questione sarà discussa di nuovo solo dopo l'estate. Nel frattempo la direttiva resta in stallo politico.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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