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Cresce il malcontento nel Parlamento Europeo sulle intese del PPE con l’estrema destra

Iede de VriesIede de Vries
Le forze centro-sinistra e liberali al Parlamento Europeo esprimono crescente preoccupazione per l’orientamento della cristiano-democratica PPE. Quest’ultima collabora sempre più spesso con partiti nazionalisti ed estremisti di destra, alimentando tensioni all’interno della maggioranza che ha sostenuto la rielezione di Ursula von der Leyen.
Afbeelding voor artikel: Onvrede groeit in Europees Parlement over EVP-deals over uiterst rechts

In votazioni recenti il PPE ha collaborato con partiti come Identità e Democrazia (ID) e Conservatori e Riformisti Europei (ECR), portando a maggioranze per risoluzioni che erano state respinte da sinistra e liberali. Questa collaborazione del PPE "a destra" suscita irritazione tra socialdemocratici, Verdi e liberali.

L’irritazione all’interno del Parlamento è stata ulteriormente accresciuta dalla recente campagna del leader del PPE Manfred Weber contro il Green Deal dell’ex commissario UE Frans Timmermans. Tale legislazione ambientale, come il Piano per il ripristino della natura e la strategia alimentare "dal produttore al consumatore" (F2F), è stata difesa anche da organizzazioni ambientaliste che hanno ricevuto finanziamenti da programmi UE come LIFE.

Il PPE ha recentemente messo in discussione il ruolo delle ONG finanziate dall’UE nel processo legislativo europeo. Secondo il gruppo politico, esisterebbe una "zona grigia" in cui i sussidi pubblici vengono utilizzati per influenze politiche. Questa critica è condivisa da altri partiti di destra, con cui il PPE collabora in tale ambito.

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Le forze centro-sinistra vedono in questa direzione un tentativo da parte del PPE di ridurre al silenzio la società civile. Le ONG sarebbero invece fondamentali nel vigilare sui valori democratici e sulla protezione ambientale. Secondo Follow the Money, varie organizzazioni mettono in guardia contro uno "spazio sempre più ristretto" per la partecipazione dei cittadini nell’UE.

Tuttavia, il PPE indica alcuni casi concreti in cui organizzazioni ambientaliste hanno ricevuto fondi UE mentre conducevano campagne a favore di specifiche normative. La Commissione Europea avrebbe reso insufficienti spiegazioni al riguardo. Le risorse LIFE sono state impiegate per attività di lobbying intorno alla proposta legislativa sul ripristino della natura, vista dagli oppositori come una "inappropriata influenza". La Commissione Europea ha confermato il finanziamento, ma ha negato un uso illecito delle risorse.

Nonostante le divisioni crescenti, il PPE sembra non voler deviare dalla sua linea. Il capogruppo Manfred Weber continua a promuovere una ricalibrazione della rotta europea, in cui gli interessi economici e le "preoccupazioni degli agricoltori" debbano avere maggior peso rispetto alle ambizioni ambientali. Tale retorica trova consensi tra i gruppi di destra, rafforzando la loro cooperazione.

Le forze liberali e socialdemocratiche considerano questa collaborazione una minaccia per l’equilibrio interno al Parlamento. Il loro precedente sostegno a Von der Leyen era proprio motivato dalla cooperazione pro-europea e dal sostegno alle politiche climatiche. Ora questo presupposto viene sempre più spesso messo in discussione, riferiscono sia Follow the Money sia Politico.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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