La legge - concepita per contrastare la deforestazione a livello globale tramite prodotti come caffè, soia e carne - è stata approvata meno di due anni fa con ampia maggioranza al Parlamento europeo e tra i Paesi UE, considerata un passo significativo contro l'importazione di prodotti provenienti da foreste pluviali tagliate.
La proposta di rinvio è stata approvata con 402 voti favorevoli, 250 contrari e 8 astensioni. L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) afferma che negli ultimi trent'anni sono stati persi più di 420 milioni di ettari di foreste – un'area più grande dell'UE – a causa della deforestazione.
Nel 2024 sono stati persi 8,1 milioni di ettari di foresta e l'UE ha una quota rilevante nel consumo che causa questa perdita. Tra i prodotti coinvolti vi sono la soia (per mangimi animali), il cuoio, il legno, il cacao, l'olio di palma e il caffè. Il World Wildlife Fund stima che si tratti di circa cento alberi tagliati ogni minuto.
L’eurodeputato olandese Bas Eickhout (GroenLinks-PvdA) ha dichiarato che con questa decisione «non mettiamo a rischio solo il futuro globale delle foreste, ma anche la credibilità dell’Europa. A causa di errori e di politici opportunisti, una legge cruciale rischia ora di essere affondata».
Ha sottolineato in particolare il ruolo della democrazia cristiana. Essi votarono a favore della legge originaria - furono anche i principali negoziatori - ma da allora cercano di indebolirla. «Abbiamo provato a raggiungere un accordo con il centro, ma i democristiani hanno nuovamente cercato sostegno dall’estrema destra. Con questa politica di smantellamento, minano ulteriormente la governabilità e la credibilità dell’Europa».
L’eurodeputato liberale olandese Gerben-Jan Gerbrandy (D66/Renew) afferma che si tratta non solo di un rinvio, ma possibilmente anche di una cancellazione definitiva. Secondo lui, si mette così a rischio uno dei modi più semplici ed economici per affrontare concretamente il cambiamento climatico.
«La Commissione Europea ci sta attualmente sommergendo di proposte per indebolire le regole. È sfuggito completamente di mano e saranno le aziende più innovative a subirlo per prime. Più bassi sono gli standard, peggio va per gli imprenditori più competitivi. Questa è una scelta in favore dei grandi e ricchi ritardatari e non del futuro.»
L’eurodeputato olandese Sander Smit (BBB/EVP) accoglie con favore il nuovo rinvio: «È ora di porre fine alla burocrazia della deforestazione e di ridurre drasticamente la foresta di norme cartacee. Questo è il tipo di burocrazia del Green Deal sfuggita di controllo contro cui BBB si è sempre opposta.
I Paesi UE avevano già definito la loro posizione. Ora che anche il Parlamento europeo l’ha fatta, si prevede un accordo entro poche settimane. Lo si dovrà votare entro dicembre al più tardi, altrimenti la legge attualmente controversa entrerà comunque in vigore il 1º gennaio.»

