Secondo le autorità belghe, ci sono indizi che Huawei abbia contattato collaboratori di eurodeputati o altre figure influenti all'interno delle istituzioni europee. Queste persone avrebbero ricevuto doni o altri servizi in cambio di informazioni favorevoli o sostegno politico. Si tratterebbe di una forma strutturata di influenza che potrebbe essere in corso da tempo.
Un collaboratore di un eurodeputato italiano è attualmente oggetto di una richiesta di estradizione. Le autorità belghe vogliono interrogare questa persona riguardo a possibili pagamenti e contatti con rappresentanti di Huawei. In totale sarebbero coinvolti più collaboratori di parlamentari, ma finora non sono state rese note accuse ufficiali.
Durante le perquisizioni a Bruxelles sono stati ispezionati uffici e spazi di lavoro legati alle istituzioni europee. Sarebbero state controllate anche abitazioni private. La polizia federale belga e il procuratore hanno collaborato con altri servizi investigativi europei. È significativo che anche l'agenzia anti-frode europea OLAF partecipi alle indagini, sottolineando la gravità del caso.

