Questa settimana l'intero Parlamento europeo voterà la nuova politica alimentare europea, la strategia “dal produttore alla tavola”. La domanda principale sarà se la maggioranza dell’intero Parlamento approverà l’ampliamento e l’inasprimento introdotti dalla commissione ambiente ENVI alla proposta iniziale della Commissione Europea.
La strategia, presentata nel maggio 2020, fa parte della punta di diamante della Commissione di Von der Leyen, il Green Deal del Commissario per il Clima Frans Timmermans. Questo Green Deal non riguarda solamente misure ambientali contro l’inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua, ma anche il miglioramento della biodiversità e della qualità del cibo.
Di conseguenza, quasi tutti i commissari devono implementare misure sul clima e sull’ambiente nel loro ambito di competenza.
Ciò vale anche per l’agricoltura, l’allevamento e il benessere animale. Ad esempio, l’uso di pesticidi deve essere ridotto del 50%, la perdita di nutrienti dimezzata. Questo permetterà tra l’altro di ridurre del 20% l’uso dei fertilizzanti, compresi quelli agricoli.
Deve inoltre essere ridotto del 50% l’uso di antibiotici nell’allevamento e si prevede che la percentuale di terreno destinata all’agricoltura biologica crescerà da circa l’8% fino al 25% in tutta l’UE.
La domanda cruciale a Strasburgo questa settimana è se i membri del Parlamento europeo seguiranno la recente votazione congiunta delle commissioni Agricoltura e Ambiente del Parlamento Europeo. A settembre le commissioni ENVI e AGRI hanno accolto con favore gli obiettivi della strategia Farm to Fork. Il loro rapporto è stato approvato con 94 voti favorevoli, 20 contrari e 10 astensioni.
Inoltre, hanno sostenuto le raccomandazioni dei loro due relatori, l’olandese Anja Hazekamp (Partito per gli Animali) e il democristiano italiano Herbert Dorfmann. Secondo il loro rapporto, le misure proposte dalla Commissione UE non devono essere troppo opzionali, ma devono essere rese obbligatorie negli Stati membri.
Il rapporto è stato approvato integralmente, comprendendo 48 emendamenti di compromesso, alcuni dei quali hanno suscitato forti reazioni nel mondo agricolo.
Tra questi vi è l’enfasi sulla necessità di un "carattere vincolante" degli obiettivi di riduzione per pesticidi, perdite di nutrienti e fertilizzanti. Soprattutto l’“inclusione obbligatoria” di misure ambientali nelle politiche agricole è fortemente contestata dai paesi agricoli dell’UE e dalle organizzazioni agricole.
“Chiudere i mega-allevamenti e ridurre il numero di animali nell’allevamento comporta enormi benefici climatici ed è positivo per la natura, la nostra salute e gli animali. È una svolta che una maggioranza del Parlamento europeo se ne renda conto e voglia effettivamente agire per arrivare a un sistema alimentare più sano” ha dichiarato Hazekamp.
Il rapporto di Hazekamp sostiene inoltre la riduzione dell’uso di pesticidi. In precedenza la Commissione europea ha annunciato l’ambizione di ridurre il ricorso ai veleni agricoli del 50% entro il 2030. Tale riduzione deve essere vincolante, secondo il rapporto di Hazekamp. Inoltre, l’UE deve essere più severa nell’autorizzazione delle sostanze tossiche.
Il dibattito si terrà lunedì, martedì si voterà una risoluzione e mercoledì mattina sarà annunciato il risultato. La Commissione europea presenterà quindi fino al 2024 una serie di proposte legislative per tradurre la sostenibilità della filiera alimentare in leggi europee.
Le raccomandazioni presentate dal Parlamento nel rapporto di iniziativa di Hazekamp non sono vincolanti, ma il Parlamento – così come i 27 paesi UE – devono approvare le proposte legislative finali. Perciò la Commissione Europea dovrà tener conto delle raccomandazioni se la maggioranza del PE le sostiene.

