Il Parlamento europeo e la Commissione europea iniziano mercoledì una prima discussione politica e parlamentare pubblica su quella che potrebbe diventare la revisione intermedia più significativa di sempre del bilancio pluriennale dell’UE.
Il dibattito rappresenta la seconda tappa di quella che potrebbe essere una svolta nell’UE, dopo che a febbraio e marzo i ministri e i capi di governo degli Stati membri avevano già compiuto il primo passo, approvando un nuovo tipo di fondo di aiuti alla Marshall. Ora il Parlamento europeo servirà a spalancare la strada alla Commissione per rivedere completamente tutti i bilanci esistenti dell’UE.
I 27 commissari europei e la presidente della Commissione Ursula von der Leyen forniranno a Bruxelles spiegazioni sul modo in cui intendono mettere a disposizione centinaia di miliardi di euro per il megafondo di risanamento dei danni economici causati dalla pandemia di coronavirus. La prima presentazione delle conseguenze finanziarie avverrà probabilmente fra una settimana, il 20 maggio. Questa sarà quindi la terza tappa del processo di discussione per l’inserimento di questo megafondo nella pianificazione finanziaria dell’UE.
Tutti i paesi europei sono stati colpiti dalla pandemia. Tuttavia, si profilano grandi differenze nel dolore economico e nelle possibilitĂ di ripresa. Grecia (-9,7% del PIL), Italia (-9,5%), Spagna (-9,4%) e Francia (-8,2%) stanno affrontando un calo piĂą marcato rispetto, per esempio, alla Germania (-6,5%).
I dati sono ancora ufficialmente segreti, ma una nota trapelata suggerisce un bilancio massimo di 2.000 miliardi di euro. Una volta che i bilanci saranno definitivi (e i Commissari avranno acconsentito a tagli nei budget in corso!), sarà possibile investire miliardi di euro per rilanciare l’economia europea.
Dietro le quinte restano però disaccordi sulla questione se i paesi beneficiari di fondi del genere dovranno riceverli come donazioni o come prestiti, e in quest’ultimo caso, se con o senza interessi. Nel secondo caso, dovranno restituire una parte. Altri parlano di “ipoteche o affitti perpetui”.
Il presidente della Commissione parlamentare Bilanci, il belga Johan Van Overtveldt (ECR), ha affermato riguardo a “sussidi versus prestiti” di voler vedere un equilibrio tra solidarietà e responsabilità nei ricavi e nelle spese del fondo.
La presentazione del finanziamento delle prime decine di miliardi (nei bilanci 2020 e 2021) il 20 maggio coinciderà con la tanto attesa e già rinviata due volte presentazione del piano climatico ampio dell’UE Green Deal. Nelle prime versioni di quel piano, il vicepresidente Frans Timmermans aveva già sottolineato che molto deve cambiare nell’UE se l’Europa vuole diventare climaticamente neutrale entro quindici o vent’anni. Ciò significa infatti un’inversione radicale nell’uso di energia e risorse, una riduzione dell’inquinamento ambientale e atmosferico e modifiche a imposte e sussidi.
Questo pomeriggio la Commissione europea afferma a Bruxelles che i danni economici causati dalla pandemia di coronavirus in molti paesi non rappresentano un ostacolo o un blocco verso la svolta al Green Deal, anzi, che proprio il Green Deal può diventare il motore e il propulsore per far ripartire lo sviluppo economico nei paesi dell’UE su nuove basi.
Mercoledì il Parlamento europeo dibatterà con la presidente della Commissione Von der Leyen su questa nuova proposta. Venerdì il Parlamento voterà una risoluzione che, stando alle previsioni, sarà approvata con larga maggioranza. Inoltre, mercoledì si voterà anche un appello alla Commissione europea per l’adozione di un piano d’emergenza. In caso di fallimento o ritardi nelle trattative sul bilancio, devono essere garantiti i sussidi UE dopo il 1° gennaio 2021.

