Diversi gruppi europei ritengono inoltre necessaria una tassa sui profitti realizzati da aziende non europee nei servizi digitali. Si tratta in particolare delle grandi aziende tecnologiche americane come Google, Meta e X/Twitter. Alcuni paesi dell'UE minacciano di agire autonomamente se Bruxelles non prenderà l'iniziativa.
La discussione è strettamente collegata alla preparazione del nuovo bilancio UE per il periodo successivo al 2027. Si cercano esplicitamente fonti di entrate aggiuntive, e una tassa sul gioco d'azzardo online è vista come un possibile contributo.
Settore in rapida crescita
I sostenitori sottolineano che il gioco d'azzardo online è un settore in rapida espansione che opera oltre i confini nazionali. Le aziende del gioco beneficiano del mercato interno europeo e dell'infrastruttura digitale, mentre le normative fiscali variano notevolmente da paese a paese.
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Secondo i parlamentari europei, queste differenze creano un panorama frammentato che può portare a una concorrenza sleale tra bookmaker e operatori del gioco d'azzardo nei paesi UE e rende più difficile contrastare efficacemente gli operatori illegali.
Nel contempo, si riscontra resistenza. Le tasse rimangono infatti soprattutto una competenza nazionale nell'Unione Europea, il che significa che tutti i paesi membri devono approvare una misura comune.
Resistenza
Qui risiede il problema. Alcuni paesi hanno un settore del gioco d'azzardo molto sviluppato e temono conseguenze negative (ossia minori entrate proprie). Malta è spesso citata nella discussione come possibile oppositore in grado di bloccare una decisione.
Tuttavia, i sostenitori continuano a proporre l'idea come un modo per generare nuove entrate per le priorità europee, pensando a investimenti ad esempio nei giovani e nell'istruzione.
Non è ancora certo se la proposta verrà effettivamente sviluppata. Prima la Commissione Europea deve verificare se una tassa del genere sia giuridicamente e praticamente realizzabile nel quadro delle attuali normative europee.

