Questa profonda riorientazione delle priorità europee per i prossimi anni comporta tagli multi-miliardari, al fine di liberare più fondi per il sostegno all'Ucraina nella guerra contro l'invasione russa. È inoltre necessario rafforzare l'economia europea e costruire un'industria della Difesa propriamente europea, mentre gli Stati membri dell'UE vogliono ridurre la dipendenza dalle importazioni da paesi extra-UE (leggasi: Russia, Cina e Stati Uniti).
Il circuito di riunioni che ora si avvia a Bruxelles potrebbe durare circa due anni. Non solo i ministri competenti degli Stati membri hanno voce sulle attività che i Commissari UE dovranno svolgere, ma anche i gruppi parlamentari del Parlamento Europeo. Infine, i capi di governo e di Stato degli Stati membri dovranno approvare.
Il (in carica) ministro olandese delle Finanze Heinen ha espresso per primo la posizione negoziale, dichiarando che "i Paesi Bassi sono contrari all'attuale proposta". In un’intervista al Financial Times ha definito il bilancio pluriennale "morto alla partenza". Heinen ne ha informato i ministri delle Finanze dell’UE durante l’ultima riunione di Copenaghen, dopo la pausa estiva.
Le trattative sul nuovo bilancio pluriennale europeo non determinano solo la rotta finanziaria dell'UE, ma anche il futuro della politica agricola. Durante la riunione dei ministri dell’Agricoltura di lunedì e martedì è stato evidente che le modifiche proposte suscitano molte domande.
I ministri dell’Agricoltura si sono confrontati per la prima volta sulla combinazione di una nuova politica agricola e di un nuovo bilancio agricolo (molto più basso). La Commissione Europea vuole, a partire dal 2028, accorpare i fondi agricoli in un grande fondo unico che finanzierà anche altri settori politici. Per il sostegno al reddito degli agricoltori è riservato un minimo di 293,7 miliardi di euro. L’importo è fissato, ma gli Stati avranno maggiore libertà di distribuzione del denaro.
Questa impostazione incontra resistenze. Molti ministri dell'agricoltura vogliono mantenere la struttura attuale, con due flussi di finanziamento separati: pagamenti diretti agli agricoltori e programmi distinti per lo sviluppo rurale. Temono che l’agricoltura debba competere con altre spese, riducendo la certezza per gli agricoltori.
Il presidente danese del Consiglio agricolo ha sottolineato che l'UE ha bisogno invece di politiche più semplici, con attenzione ai giovani agricoltori, alla sicurezza alimentare e al verde. Su questi temi nei prossimi mesi si apriranno nuove discussioni, non solo tra i ministri dell’Agricoltura, ma anche con i colleghi di Ambiente, Difesa, Finanze e perfino i premier e presidenti degli Stati membri UE.
Giovedì a Bruxelles si terrà una consultazione ampia tra i membri della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, insieme al Commissario all’Agricoltura Christoph Hansen e all’attuale presidenza UE danese. Anche le organizzazioni agricole europee esprimeranno il loro parere sulla proposta per una nuova politica agricola e alimentare europea più contenuta per il periodo 2028-2035.

