Non sembra più che l'ex primo ministro liberale belga Guy Verhofstadt prenderà la guida della prestigiosa ‘Conferenza sul futuro dell’Europa’. In questa ampia conferenza biennale, i paesi dell’UE dovrebbero discutere e concordare la modernizzazione dell’organizzazione e delle procedure dell’UE.
L’agenda per un grande summit europeo di questo tipo deve ancora essere definita, ma è già chiaro che sarà un accumulo di numerose discussioni, a volte trascinate da anni. Molte derivano dall’espansione dell’UE negli ultimi vent’anni, passando da 12 e 16 a 28 stati membri attuali. Inoltre, bisogna trovare risposte alle critiche provenienti dai britannici (e altri paesi) sulle procedure.
Di recente, Germania e Francia (per intendersi: Merkel e Macron) hanno diffuso tra i leader dei governi UE un non-paper non ufficiale e non vincolante con le loro idee per rinnovare e migliorare l’UE. La loro proposta è di far partire la conferenza biennale nell’autunno 2021, mentre la presidenza di turno dell’UE sarà della Francia.
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La conclusione della conferenza avverrebbe poi nell’autunno 2022, sotto una presidenza tedesca, che sarebbe anche l’ultimo grande summit UE di Merkel.
Lo scorso luglio il presidente francese Emmanuel Macron (LREM/Renew Europe) ha dichiarato che una simile conferenza dovrebbe riflettere su come le cariche e i posti europei possano essere distribuiti in modo più democratico e trasparente, e su come le elezioni europee dovrebbero diventare transnazionali.
All’epoca Macron aveva proposto il leader del gruppo liberale, Verhofstadt, per guidare questo organismo consultivo, dopo che Verhofstadt aveva mancato la presidenza del Parlamento Europeo e era stato anche escluso come leader di Renew Europe. Secondo alcuni, la presidenza della Conferenza sul futuro dell’Europa era una sorta di premio di consolazione per Verhofstadt.
A fine novembre sono arrivate le prime resistenze da parte del Partito Popolare Europeo, con critiche secondo cui Verhofstadt è troppo federalista e non neutrale su molte questioni delicate dell’UE. Ieri la leader del gruppo dei socialdemocratici europei, Iratxe Garcia, ha affermato che nessuno sarebbe più adatto di David Sassoli, l’attuale presidente del Parlamento Europeo, per guidare la conferenza. Tra i liberali si dice invece che non è stata ancora presa una decisione.

