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I nuovi Paesi UE potrebbero avere un diritto di voto ridotto per anni

Iede de VriesIede de Vries
Il Parlamento Europeo riconosce i progressi compiuti dai cinque Paesi dei Balcani Occidentali nei preparativi per l’adesione all’UE, ma ancora insufficienti per l’ammissione. Al contrario, per Turchia e Georgia si parla di regresso.
I nuovi Paesi UE cercano sostegno, ma potrebbero ottenere un diritto di voto ridotto in futuro.

La Commissaria Europea per l’Allargamento, Marta Kos, ha lodato i progressi soprattutto di Montenegro e Albania. Secondo lei, tutti i leader dei Balcani Occidentali durante il recente vertice UE-Balcani Occidentali tenutosi a Tivat (Montenegro) hanno chiaramente confermato che il percorso verso l’UE è la loro priorità strategica.

Durante il dibattito al Parlamento Europeo gli eurodeputati hanno sostenuto le prospettive di adesione dei Paesi candidati, in particolare Montenegro e Albania, ma hanno anche sottolineato i problemi persistenti e le sfide in ciascuno di questi Paesi.

Controllo più rigoroso

L’Unione Europea sta attualmente lavorando a nuove regole per i futuri Stati membri. Queste devono garantire che anche dopo l’ammissione i Paesi rispettino gli impegni su democrazia, Stato di diritto e altre regole europee.

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Ciò potrebbe portare a una riduzione dell’influenza dei nuovi Paesi UE su alcune decisioni importanti nell’Unione per un lungo periodo. Le proposte prevedono periodi di cinque, dieci o quindici anni.

Ucraina

I piani per i Paesi candidati coincidono con i negoziati già avviati con Ucraina e Moldavia. L’Ucraina ha realizzato sufficienti riforme per poter essere ammessa rapidamente. Il presidente Zelensky ritiene che ciò dovrebbe avvenire già a partire dal prossimo anno, ma in alcuni Paesi UE permangono dubbi.

Montenegro

Non tutti i Paesi candidati stanno progressando allo stesso modo. Il Montenegro è considerato nella valutazione attuale il candidato più avanzato. Il Paese continua a lavorare per concludere i negoziati e manifesta l’ambizione di aderire all’Unione Europea nei prossimi anni.

Per gli altri candidati le riforme restano un ostacolo. Per la Georgia il progresso dipende dai miglioramenti in ambito democratico. Anche per la Turchia il processo di adesione non procede finché mancano riforme riguardanti lo Stato di diritto, le libertà fondamentali e i diritti umani. Al contempo, la Turchia è considerata un partner strategico importante (leggi: militare, membro NATO) per l’Unione Europea.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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