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L'adesione dell'Ucraina all'UE pone anche l'agricoltura europea di fronte a scelte

Iede de VriesIede de Vries
I colloqui tra Bruxelles e Kiev sull'eventuale adesione dell'Ucraina all'Unione Europea si concentrano soprattutto sull'introduzione delle norme UE nell'agricoltura ucraina. Sia in Ucraina che a Bruxelles cresce la consapevolezza che le modifiche sono inevitabili e che queste non possono venire da una sola parte.

I funzionari europei riconoscono che l'adesione dell'Ucraina ha conseguenze che vanno oltre le necessarie riforme a Kiev. La dimensione del vasto settore agricolo ucraino evidenzia che anche all'interno dell'UE stessa saranno necessari aggiustamenti. Non si tratta dunque di una semplice estensione standard.

I funzionari ucraini fanno notare che nelle conversazioni con i rappresentanti europei si afferma apertamente che l'Ucraina non è paragonabile ai paesi più piccoli che vi hanno aderito in precedenza. La scala e la struttura del settore agricolo mettono sotto pressione gli accordi esistenti e i quadri politici UE.

Contemporaneamente si riconosce che le preoccupazioni all'interno dei paesi dell'UE si sono in parte formate a causa dell'immagine che l'Ucraina stessa ha divulgato per anni. L'Ucraina è stata presentata come una superpotenza agricola, dando ai partner UE l'impressione che il settore avrebbe dominato il mercato europeo.

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Secondo alcuni rappresentanti ucraini, questa immagine è esagerata. L'Ucraina non è al primo posto in Europa per volume delle esportazioni agricole. Questa messa a punto serve secondo loro a rendere il dibattito sull'adesione più realistico e a liberare la discussione da aspettative e paure gonfiate.

Resta il fatto che l'Ucraina è soprattutto forte nella produzione di cereali e semi oleosi e che opera in modo competitivo a livello internazionale in questi settori. Allo stesso tempo si riconosce che il settore agricolo ucraino è meno forte nel creare un alto valore aggiunto all'interno della filiera agricola.

La preparazione all'adesione all'UE è descritta dagli stessi rappresentanti ucraini come incompleta. La prontezza generale è stimata intorno al quaranta-cinquanta percento. Solo una parte limitata dei capitoli negoziali raggiunge una performance superiore alla media.

Secondo gli interessati, le riforme sono possibili in condizioni normali in qualche anno, ma serve tempo sia per la legislazione che per l'attuazione. Non si prevedono soluzioni rapide. Alcune fonti parlano di una possibile adesione nel 2028.

La discussione sull'entità e le conseguenze sia per l'agricoltura europea sia per quella ucraina mostra che l'ingresso non è un semplice elenco di controllo tecnico, ma un processo che incide sulle relazioni esistenti. Sia l'Ucraina che l'UE riconoscono che l'adattamento reciproco è inevitabile e che l'esito sarà determinante per il futuro della politica agricola europea.

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Questo articolo è stato scritto e pubblicato da Iede de Vries. La traduzione è stata generata automaticamente dalla versione originale olandese.

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