La Commissione ha proposto a febbraio un ampio pacchetto di misure di deregolamentazione, incluso un âsimplification omnibusâ che esenta migliaia di piccole imprese dagli obblighi in materia di sostenibilitĂ e rendicontazione climatica.
L'Ombudsman Teresa Anjinho afferma che la Commissione non ha effettuato un'analisi d'impatto, nessuna consultazione pubblica nĂŠ uno studio di coerenza prima di revocare tali obblighi.
Critica il processo estremamente accelerato: consultazioni interne alla Commissione europea durate solo 24 ore invece dei consueti dieci giorni. Non è stata dimostrata alcuna emergenza che giustificasse tale fretta, afferma l'Ombudsman.
La Commissione si difende affermando che le piccole imprese erano giĂ soggette a regole di sostenibilitĂ questâanno e avrebbero avuto un urgente bisogno di chiarezza nellâambito del programma di stimolo economico.
Organizzazioni ambientali e per i consumatori esprimono preoccupazioni che lâabolizione del controllo obbligatorio e delle verifiche per le piccole imprese possa causare danni maggiori allâambiente e al clima, e un peggioramento della qualitĂ dei prodotti.
Esse sostengono che la Commissione ha violato le procedure per un âbetter law-makingâ, non organizzando consultazioni pubbliche, non conducendo studi dâimpatto e non motivando la riduzione improvvisa del carico normativo.
LâOmbudsman sottolinea che una simile abolizione frettolosa delle regole senza unâanalisi preventiva può minare la fiducia in Bruxelles e compromettere la trasparenza democratica nelle istituzioni UE.
Secondo le procedure vigenti, la Commissione europea deve rispondere per iscritto entro il 15 settembre alle domande poste dallâOmbudsman.

