Mercoledì scorso nella Commissione per l'Agricoltura del Parlamento Europeo si è levata la richiesta di maggior chiarezza e certezza. In quella riunione il nuovo Commissario UE Christophe Hansen (di Lussemburgo) ha presentato la sua visione per il futuro della politica agricola comune. Da ciò che soprattutto non ha detto si è potuto dedurre che esita sull'eliminazione totale dei cosiddetti pagamenti per ettaro.
Durante un recente incontro dei ministri europei dell'agricoltura è stato sottolineato che l'attuale bilancio della PAC è già insufficiente per sostenere adeguatamente gli agricoltori. Lunedì la ‘visione per il futuro’ di Hansen sarà nuovamente all'ordine del giorno ministeriale. Essi insistono per maggiori finanziamenti. Anche organizzazioni agricole come Copa-Cogeca continuano a chiedere un bilancio stabile e adeguato per l'agricoltura.
Questi dibattiti sono recentemente complicati dalla crescente pressione finanziaria all’interno dell’UE. La guerra in Ucraina e le tensioni geopolitiche (dovute alla svolta della NATO voluta dall’ex presidente USA Donald Trump) hanno portato a piani di riarmo su larga scala, che richiedono centinaia di miliardi di euro. Ciò costringe l’UE a scelte difficili nel bilancio pluriennale, con l’agricoltura, una delle voci di spesa più importanti, sotto pressione.
Rimangono inoltre problematici gli effetti degli accordi commerciali e delle sanzioni sull’agricoltura europea. I dibattiti sui fertilizzanti russi illustrano i dilemmi che l’UE affronta. Da un lato si persegue l’autonomia strategica, dall’altro questi prodotti sono cruciali per la produzione alimentare. Nel contempo le tensioni aumentano a causa dei nuovi dazi all’importazione sui fertilizzanti, che fanno lievitare ulteriormente i costi per gli agricoltori.
Un’altra sfida per il settore agricolo è la prossima liberalizzazione del commercio con l’Ucraina. L’UE sta preparando un nuovo regime commerciale che consentirà ai prodotti agricoli ucraini un maggiore accesso al mercato europeo entro la fine dell’anno. Ciò suscita critiche dal settore agricolo, che teme una concorrenza sleale e pressioni sui prezzi. Le organizzazioni degli agricoltori chiedono pertanto misure di protezione e condizioni di concorrenza eque.
Il commissario UE per l’agricoltura Christophe Hansen dovrebbe presentare ad aprile il contenuto concreto del suo piano politico, in cui esporrà la sua visione per il futuro della PAC. Venerdì farà una visita di lavoro nei Paesi Bassi (Nederland).
Nel frattempo, all’interno degli organismi UE, iniziano i negoziati sulla politica agricola dopo il 2027. Queste discussioni si svolgono in parallelo al dibattito più ampio sul bilancio pluriennale UE, che rischia pesanti tagli. L’ex commissario Mario Draghi ha già proposto una significativa ristrutturazione del bilancio, con un forte ridimensionamento dell’agricoltura a favore di altre priorità politiche come la difesa e l’innovazione.
Il futuro dell’agricoltura europea dipenderà dalle scelte politiche che saranno fatte nei prossimi mesi. Mentre l’UE cerca un equilibrio tra le nuove priorità geopolitiche e gli obiettivi interni di politica, il finanziamento della politica agricola rimane un punto di contendere.

