Con 454 voti a favore, 86 contrari e 110 astensioni, gli europarlamentari hanno sostenuto un approccio più duro nei confronti della Cina. Il Parlamento vuole utilizzare in modo più efficace gli strumenti europei esistenti contro la concorrenza sleale, i sussidi statali cinesi e i prodotti di esportazione a basso costo. Secondo gli europarlamentari, la Cina si sta sempre più sviluppando in un rivale economico e politico.
L’UE deve inoltre ridurre la sua dipendenza dalla Cina. Il Parlamento chiede una migliore protezione delle materie prime critiche, dei farmaci, delle batterie, dei veicoli elettrici e della tecnologia informatica. Anche gli investimenti stranieri nei porti, nelle reti elettriche e nelle reti di comunicazione devono essere controllati più severamente per rendere i settori industriali europei meno vulnerabili.
Protezionismo
La Cina si oppone ai piani europei e accusa Bruxelles di protezionismo. Il Ministero del Commercio cinese avverte che nuove restrizioni minerebbero la fiducia reciproca. Esperti cinesi indicano possibili contromisure, tra cui indagini sui sussidi esteri, pratiche commerciali discriminatorie e la sicurezza delle catene di approvvigionamento internazionali.
Promotion
Nel frattempo, Francia e Germania stanno elaborando una proposta congiunta per conferire alla Commissione Europea maggiori poteri nelle controversie commerciali. Ciò consentirebbe a Bruxelles di agire più rapidamente contro le imprese straniere. La Cina avverte che tali misure potrebbero disturbare il commercio internazionale e violare le regole commerciali esistenti.
Accordo
Anche le auto ibride cinesi rischiano di essere soggette a nuove misure commerciali. La Commissione Europea sta esaminando restrizioni aggiuntive sulle loro importazioni. Pechino rifiuta limiti volontari alle esportazioni. Parallelamente, il Parlamento Europeo richiede che le aziende europee abbiano un accesso più equo al mercato cinese e non siano svantaggiate dai sussidi del governo cinese.
Nonostante le crescenti tensioni commerciali, la scorsa settimana l’UE e la Cina hanno raggiunto a Pechino i primi accordi per ridurre le loro controversie commerciali. Secondo il commissario europeo al Commercio Maroš Šefčovič, c’è un’intesa per ridurre l’esportazione cinese in Europa di auto ibride e ibride plug-in, forse anche di oltre la metà.
Dazi ridotti
La Cina è inoltre disposta ad abbassare i dazi all’importazione per prodotti europei, tra cui componenti auto, olio d’oliva e scarpe, per un valore complessivo di quasi quattro miliardi di euro. Sono stati inoltre presi accordi per facilitare i permessi di esportazione cinesi per terre rare e magneti permanenti.
Šefčovič definisce questo un primo passo, ma sottolinea che il deficit commerciale europeo con la Cina rimane insostenibile. La Commissione Europea presenterà i risultati ai leader UE, che decideranno i passi successivi. Le negoziazioni riprenderanno entro gennaio, seguite da nuovi colloqui commerciali a marzo.

