Il presidente francese Emmanuel Macron vuole riformare la procedura di adesione per l'ammissione dei nuovi Paesi UE. Solo dopo desidera discutere di un eventuale ingresso di nuovi Stati. Ora ha messo i suoi piani per iscritto.
Alla fine della scorsa settimana Parigi ha inviato una proposta ai governi europei con idee per una nuova strategia di allargamento. Il fulcro è rappresentato da requisiti più severi per il processo di negoziazione, incluso la possibilità di revocare un’ammissione già concessa. Ciò renderà probabilmente tali negoziati ancora più lunghi.
Secondo Macron, le attuali procedure di adesione non sono più adeguate. Per ricreare consenso sull’ammissione di più Paesi, consiglia di riformare il processo. La Francia vuole suddividere i negoziati in sette fasi. Gli standard europei per il rispetto dello Stato di diritto dovranno essere affrontati per primi. Inoltre, il processo di adesione dovrà poter essere congelato, per esempio nel caso della Turchia.
Il mese scorso Francia, Danimarca e Paesi Bassi si sono rifiutati di avviare i negoziati per l’adesione all’UE della Macedonia del Nord e dell’Albania. La Commissione Europea, la presidente designata Ursula von der Leyen e l’uscente presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk si sono mostrati molto negativi a riguardo. Anche il Parlamento Europeo ha giudicato questa posizione un errore strategico.
La maggior parte dei Paesi UE ritiene che Parigi usi come pretesto l’insoddisfazione di lunga data per la situazione attuale per tenere fuori Macedonia del Nord e Albania. Questi due Paesi, secondo la Commissione Europea e la maggior parte degli altri Stati UE, sono invece pronti per iniziare i negoziati di adesione.
L’UE vuole che prima del vertice sui Balcani previsto a maggio a Zagabria vi sia chiarezza per i due Paesi balcanici. Il ministro olandese Blok ha detto di non voler cedere alla pressione del tempo. Per i Paesi Bassi rimane determinante che i nuovi Paesi UE dimostrino effettivamente progressi prima di essere pronti all’adesione.
I Paesi Bassi insistono da tempo all’interno dell’UE per misure contro la criminalità organizzata di bande di ladri girovaghi, per combattere la corruzione e per una maggiore indipendenza della magistratura. Per questo motivo i Paesi Bassi non vogliono ancora ammettere alcuni Paesi UE al regime di viaggio senza visto, e minacciano azioni contro gli Stati UE che risultano troppo indulgenti.
Il ministro olandese ha detto che alcuni Paesi UE sono aperti ad adeguamenti e miglioramenti della procedura di ammissione. Se ciò manterrà intatta la proposta francese dovrà ancora essere visto.

