Gli accordi mirano soprattutto ad aiutare i produttori e i venditori più piccoli di alimenti biologici. Questi affronteranno meno obblighi amministrativi e controlli più semplici. Inoltre, deve rimanere più facile per i consumatori acquistare prodotti biologici e naturali, sia nei negozi che online.
Piccoli negozi
I piccoli negozi che vendono alimenti biologici non confezionati dovranno richiedere meno frequentemente un certificato ufficiale. Il fatturato annuo massimo per il quale è possibile un’eccezione raddoppia, passando da 20.000 a 40.000 euro. Anche la quantità consentita in vendita aumenta, da 5.000 a 10.000 chilogrammi all’anno.
Per i piccoli negozi online sono previste altre semplificazioni. Essi potranno, a determinate condizioni, vendere alimenti biologici preconfezionati senza dover seguire tutte le consuete procedure di certificazione.
Importazioni
Anche il commercio internazionale di alimenti biologici avrà maggiore certezza. L’UE estende fino alla fine del 2036 il riconoscimento delle norme di produzione biologica in undici Paesi al di fuori dell’Unione. Ciò permette ai prodotti di questi Paesi di continuare ad entrare nel mercato europeo senza che i produttori debbano rispettare tutte le singole normative europee.
Per l’uso del marchio biologico europeo restano però valide condizioni aggiuntive. Questo distintivo verde riconoscibile deve garantire ai consumatori chiarezza sull’origine biologica degli alimenti. I prodotti importati devono rispettare requisiti supplementari per produzione, lavorazione e controllo prima di poter utilizzare il marchio europeo.
I negoziatori hanno inoltre deciso che le scorte esistenti di alimenti biologici non devono essere immediatamente tolte dagli scaffali al momento dell’entrata in vigore delle nuove regole. I prodotti etichettati secondo le norme attuali possono essere venduti fino ad esaurimento scorte. In questo modo si evita che commercianti e produttori debbano rietichettare le scorte.
Meno sovvenzioni
Le organizzazioni di settore biologico reagiscono in prevalenza in modo positivo agli accordi, soprattutto per la certezza nel commercio internazionale. Allo stesso tempo resta oggetto di discussione il sostegno finanziario agli agricoltori biologici. Nei negoziati sul futuro bilancio agricolo europeo, secondo l’organizzazione di settore IFOAM rischia di sparire l’obbligo esplicito di supportare l’agricoltura biologica.
IFOAM teme che ciò porti a un sostegno molto maggiore agli agricoltori in alcuni Paesi UE rispetto ad altri. L’organizzazione chiede che il 30% del futuro bilancio agricolo sia riservato a misure ambientali e climatiche, inclusa l’agricoltura biologica. Insiste perché gli impegni finanziari esistenti verso gli agricoltori biologici siano mantenuti.
Nei bilanci pluriennali europei è già chiaro che il budget per le sovvenzioni agricole verrà notevolmente ridotto. Rimane da stabilire se la riduzione sarà di un quarto o di un terzo. I ministri dell’agricoltura ne discuteranno all’inizio di questa settimana durante il loro incontro mensile in Lussemburgo.