Burnham vuole presentare varie opzioni in vista del vertice anglo-europeo di ottobre, fino all'adesione completa all'UE. Ritiene che un nuovo referendum sia troppo presto, ma non esclude che il suo partito Laburista possa includere tale consultazione popolare in un futuro programma elettorale.
Con questa posizione Burnham va oltre rispetto a qualche mese fa. Quando è entrato in parlamento, aveva promesso di non riaprire la discussione sulla Brexit e aveva detto di non proporre un ritorno del Regno Unito nell'UE. Ora invece ritiene che tutte le possibilità debbano essere prese in considerazione.
Tutte le opzioni
Una di queste è mantenere la situazione attuale. Altre opzioni includono un'unione doganale con l'UE o l'adesione al mercato interno europeo. Burnham non esclude nemmeno l'adesione completa all'UE. Prima, secondo lui, bisogna esaminare vantaggi e svantaggi di tutte le possibilità.
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In questo modo vengono messe in discussione anche le basi del programma elettorale Laburista per il 2024. In quel programma un ritorno al mercato interno e un'unione doganale erano escluse. Burnham ha già chiarito che tali limiti non devono necessariamente essere definitivi.
Dieci anni
Il premier colloca questa discussione in un piano per i prossimi dieci anni. Ritiene necessario chiarire quale direzione voglia prendere il Regno Unito nei rapporti con l'Europa. Dopo aver studiato le diverse opzioni, vuole cercare di raggiungere un consenso su una nuova rotta.
Questa nuova scelta britannica coincide con un raffreddamento delle relazioni con gli Stati Uniti, un crescente sostegno anglo-europeo alla difesa dell'Ucraina e con i piani europei di una maggiore cooperazione economica e militare con paesi non appartenenti all'UE.
Welcome Back
Dalla Francia è arrivata subito una reazione positiva. Il presidente Emmanuel Macron ha risposto in inglese con "Welcome back". Se i britannici vorranno tornare e Burnham sceglierà questa direzione, secondo Macron sarebbe una buona notizia sia per il Regno Unito che per gli europei. Anche il premier spagnolo Pedro Sánchez ha reagito positivamente.
Nel Regno Unito le reazioni politiche sono invece molto divisive. I Conservatori accusano Burnham di riaprire vecchie ferite della Brexit. Reform UK, guidato dall'ex europarlamentare Nigel Farage, sostiene che Burnham voglia far rientrare il paese a Bruxelles dalla porta di servizio. I Liberal Democrat e i Verdi invece ritengono che Burnham debba muoversi più rapidamente con passi concreti verso una cooperazione più stretta.

